
Radish Radio nasce da un foglio improvvisato, bagnato dalla pioggia in Val di Susa, nel 2023. Una lista di nomi scritti a mano, messi ai voti. Da lì, una scelta collettiva: Radish Radio.
Da quel momento prende forma un processo aperto, fatto di brainstorming, schizzi, tentativi. Serviva un’identità visiva capace di rappresentare quello che la radio è: indipendente, costruita dai movimenti, per le persone.
La ricerca si è orientata verso strumenti coerenti con questo approccio. Tra questi, FFmpeg — un software open source per l’elaborazione audio e video — utilizzato per trasformare la voce in segno visivo. Nessun plugin, nessuna subscription: uno strumento libero, costruito da una comunità, per generare comunità. Da questa logica nasce l’identità visiva: un sistema che traduce il suono in forma, accompagnato da una palette essenziale e riconoscibile.
Successivamente, il progetto si è esteso alla costruzione del sito e allo sviluppo degli impianti grafici per i social, mantenendo coerenza tra contenuto, estetica e strumenti.
Radish Radio began with a piece of paper, soaked by rain in Val di Susa in 2023. A list of possible names, written by hand and put to a vote. From that moment, Radish Radio took shape.
What followed was an open process — brainstorming, sketches, iterations — to define a visual identity that could reflect what the radio stands for: independent, built by movements, for people.
The research moved towards tools aligned with this approach. Among them, FFmpeg — an open-source software for audio and video processing — used here to translate voice into visual form. No plugins, no subscriptions: a tool made by people, for people, to build community.
From this, the visual identity emerged: a system where sound becomes shape, supported by a distinctive and essential colour palette.
The project later expanded into the development of the website and the visual systems for social media, ensuring consistency across platforms and formats.


